Vacche, manze, tori e vitelli: bovini in fiera e al mercato

Quest’anno in città si ripropone la Fiera del Vitello grasso. Si tratta di una rassegna che vanta una tradizione antica: già nel 1869 il sindaco istituì la prima esposizione del bestiame, perché «il perfezionamento della razza bovina sarebbe cosa della massima importanza ed interesse per il nostro territorio, di cui è una delle principali fonti di ricchezza. Il perfezionamento della razza essere però cosa affatto trascurata nella campagna, ove usasi indifferentemente qualunque animale per la riproduzione».

Per gratificare i contadini si deliberò il non indifferente premio di 100 Lire per il toro più bello, e di 50 Lire per gli altri animali.

L’evento durò alcuni anni; cadeva nella festa patronale e si teneva presso la piazza delle bovine: l’attuale piazza Romanisio.

Nel medesimo luogo ogni mercoledì si svolgeva il mercato del bestiame.

Schizzo del 1898: la strada tendente al Polverificio è l’odierna Via Creusa

L’affluenza degli allevatori era tale che il Comune provvide tra il 1898-1899 ad acquistare una tettoia per dare riparo alle bestie. Essa venne fornita dalla ditta Pasqualin & Vienna, dopo che fu adoperata per l’Esposizione Italiana di Torino: era lunga 100,25 metri, larga 11,96 metri, e fu posata su 42 pilastri, alti 6 metri.

In questa foto di metà secolo scorso la tettoia è ancora visibile (a destra del campanile dell’antica chiesa di Sant’Antonio, tra gli alberi). 

La medesima ditta venderà alla Città un’altra tettoia, al prezzo di 14.850 Lire, per il nuovo mercato degli animali progettato nella piazza del Foro Boario, poi piazza Dompé.

Progetto della nuova tettoia, ad oggi ancora esistente in Piazza Dompé

Siamo nel 1913 e Fossano si preoccupa d’individuare nuovi spazi, non lontano dalla piazza delle bovine, ma occorrerà ancora parecchio prima di dar vita a un’area attrezzata in modo conveniente. Oltretutto la Città attende le risoluzioni delle Ferrovie dello Stato per la creazione della nuova linea Fossano – Mondovì – Ceva e ancora non si conoscono le aree di esproprio e d’intervento per la tratta ferrata.

Da rilevare: Via Roma oggi è Via Marconi; la strada provinciale di Mondovì è Via Cuneo. All’epoca buona parte dei corsi irrigui, tra cui il canale Urbanetto, sono a ciel sereno. È indicata la filanda, situata sulla destra prima della salita verso l’Ospedale, e sono contrassegnate anche le colline del Coniolo, successivamente sbancate e appianate. Per avere un’idea del progressivo sviluppo urbanistico della stessa area, cliccare QUI.

In quell’anno il sindaco Dompé istituisce la I Fiera di vitelli e animali grassi, il 17 dicembre 1913, congiuntamente a un progetto del Ministero per avviare una stazione di allevamento bovino, di concerto con il Comizio Agrario, per favorire, appunto «vitelli grassi e altri animali ingrassati, od aventi attitudine all’impinguamento». Lo scoppio della Grande Guerra inibì qualunque ulteriore iniziativa.

Nel 1925 è il sindaco Miglio a riprendere daccapo la fiera, quale la si conosce oggigiorno. In quello stesso anno l’amministrazione indice anche, il 25 Aprile, una mostra zootecnica intermandamentale di grande partecipazione. L’occasione è data dall’inaugurazione del mercato bovino rimesso a nuovo, sempre nell’odierna piazza Romanisio: per l’evento fu commissionato al fotografo Carà un apposito servizio fotografico.

 

Nel 1948 l’Amministrazione approva il progetto di ammodernamento del mercato bestiame, sempre in piazza Romanisio, con la costruzione di un nuovo padiglione, una tettoia aggiuntiva, lo spiazzo per il mercato delle macchine agricole (900 mq. circa), un piano caricatore e lo spostamento del peso piccolo per i vitelli.

Dieci anni dopo, grazie anche ai cantieri avviati in tutt’Italia per dare lavoro ai disoccupati – che a Fossano si concretizzano con lo sbancamento della collina presso il Coniolo – il Comune affida allo studio Gullino un progetto per il nuovo mercato bestiame, firmato il 31 ottobre 1959.

Gli anni Sessanta dunque si aprono con le tettoie in cemento armato, la sala contrattazioni e, via via, l’ufficio agricoltura, il salone polivalente “Brut e bon” e una più recente tettoia affiancata a quella storica.

La storia per immagini

 

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La premessa per il nuovo mercato del bestiame:

 

Il mercato bestiame dagli anni Sessanta

 

La Fiera del Vitello Grasso: istantanee di un tempo

 

La pubblicistica: campionario di manifesti

 

 

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Note di riferimento

 

2 commenti su “Vacche, manze, tori e vitelli: bovini in fiera e al mercato”

  1. Mille grazie per averci fatto rivivere gli anni del mercato del mercoledì e del vitello grasso… Hai fatto davvero un’opera molto interessante e da tramandare ai posteri. Ancora grazie ….. mi hanno molto commosso le foto di un tempo poiché sono stato assiduo frequentatore del mercato da bambino negli anni 70 e 80 accompagnando mio nonno (commerciante di bestiame da innumerevoli generazioni) e mi è rimasto nel cuore.

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